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22 Dicembre 2020

Un semestre di ascolto per il Comitato Etico

Un lungo e appassionato resoconto del 2020 del nuovo Comitato Etico

Un semestre di ascolto per il Comitato Etico

Il Comitato Etico eletto nell’assemblea del maggio 2020 ha seguito in questi mesi un intenso programma di formazione e dialogo sul gruppo Banca Etica, coadiuvato dal CdA e dal personale delle società e fondazioni.
Abbiamo cercato di sondare in ogni dimensione del loro operato i dilemmi etici che inevitabilmente si pongono e abbiamo ricevuto sempre risposte analitiche, approfondite, consapevoli dei valori sottostanti alle scelte fatte. Nonostante quasi tutte/i noi già frequentassimo la banca da soci e attivisti, ci rendiamo conto che la complessità dell’agire finanziario richiede uno studio meticoloso prima che una scelta possa essere soppesata e valutata, prima che si possano eventualmente suggerire alternative.
Quindi ci auguriamo che abbiate la pazienza di concederci del tempo, perché vogliamo fare la cosa giusta.

Abbiamo seguito la genesi e l’avvio del percorso sul piano strategico, che include l’approfondimento sulla governance cooperativa, e abbiamo preso atto della lunga preparazione che ciascuno di questi incontri richiede da parte del CdA e del personale dedicato. Siamo stati incoraggiati e molto favorevolmente impressionati dalla disponibilità di migliaia di soci a partecipare online a questi incontri, con attenzione e qualità degli interventi, nonostante la stanchezza che ormai ci attanaglia dopo 10 mesi passati sorridendo o litigando davanti agli schermi dei nostri computer.
La resilienza dimostrata in queste circostanze dal nostro corpo associativo non è banale: dobbiamo tutte/i rallegrarci a fine anno per questi risultati, nonostante la pandemia abbia svelato la fragilità delle nostre vite personali e famigliari, nonostante la povertà
che cresce e l’incertezza dei redditi.

La situazione richiede maggiore disponibilità di credito per l’economia produttiva che genera lavoro con impatto socio-ambientale positivo, o per la società della cura, e da qui sorge una pressante richiesta di crescita della nostra Banca. In epoca Covid e negli anni di recessione che questa crisi produrrà, Banca Etica vuole e può consentire a sempre più persone di avere accesso alla finanza per migliorare la società in cui vive. Se ricordiamo che questo è il fine, sarà più facile analizzare oggettivamente i rischi legati alla crescita, come una cultura di managerialismo spinto che può pervadere i quadri di una società, dalla quale dobbiamo guardarci. Sui rischi e benefici della crescita, dal punto di vista etico e identitario, il Comitato Etico stimolerà la Banca a riflettere nel corso del 2021 perché ogni scelta sia consapevole e discussa con il corpo sociale e i Portatori di Valore.
Affinché la crescita di capitale sia anche crescita di significato, come auspica la nostra Presidente Anna Fasano.

Tra i momenti di confronto a cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare in questo semestre, c’è quello avvenuto nel mese di settembre a porte chiuse tra banche socie e partner storici di Etica sgr sul finanziamento alla produzione e al commercio delle armi. L’impegno alla “contaminazione” della compagine societaria di Etica sgr perché disarmi la propria finanza viene effettivamente portato avanti con serietà da Banca Etica e dalla sua Fondazione, anche se i risultati per ora sono modesti. I nostri relatori hanno spiegato alle banche socie che finanziare produttori di armi non è solo un rischio reputazionale per loro, ma potenzialmente anche legale e finanziario, in quanto l’industria degli armamenti è unanimemente considerata la più corrotta al mondo. E’ stato ripetuto che servono policy chiare sull’esclusione di alcuni paesi e aziende, che queste policy possono essere redatte dialogando con analisti della società civile e che devono essere rese pubbliche, assieme ai rendiconti sul loro rispetto (quante società o contratti sono stati esclusi in
osservanza alla policy?). Erano presenti rappresentanti di Rete Pace e Disarmo e Campagna Banche Armate, tutti molto interessati ad avviare una proficua collaborazione. La sensazione che ne abbiamo tratto è che questi concetti convincano gli operatori delle altre banche, consapevoli che una scelta etica possa portare un vantaggio competitivo nei confronti di una clientela sempre più attenta a queste tematiche, ma il risultato più verosimile potrebbe essere la produzione e pubblicazione di policy più rigorose (es. restrizioni verso paesi come Arabia Saudita, Egitto e Turchia, non solo verso paesi soggetti ad un embargo internazionale sugli armamenti). Per
disarmare una banca armata non basta la persuasione morale ma è necessario iniziare da qui.

Nel mentre, ciascun membro del Comitato Etico è stato coinvolto nelle discussioni e attività degli altri organi della Banca in cui siede. La Presidente Martina Pignatti è stata consultata dal CdA in merito alla scelta se confermare o meno l’investimento in Satispay nel momento in cui la compagine societaria cambiava in modo significativo. Con un aumento di capitale, difatti, stanno per entrare ufficialmente nel CdA di Satispay società come Tim Ventures, il colosso cinese Tencent, il private banking LGT Lightstone che appartiene alla corona lussemburghese. Tutti questi presentano aspetti problematici ad una valutazione ESG, come ha prontamente rilevato il nostro Direttore Generale, che abbiamo molto apprezzato per completezza dell’informazione fornita al CdA in questo frangente. L’Ufficio Modelli di Impatto e VSA ha analizzato il profilo ESG della Tencent Holdings Ltd e ha dato parere negativo per sedi in paradisi fiscali, rapporto diretto con regimi che violano sistematicamente i diritti umani, profitti dal gioco di azzardo. I tre soci fondatori della start-up Satispay manterranno la maggioranza relativa in CdA ma si vedrà solo nel tempo se resisteranno ad eventuali tentativi di modificare la politica aziendale in senso non accettabile per Banca Etica.

Il Comitato Etico ha raccomandato al CdA di non valutare l’investimento dal punto di vista del rendimento economico dello stesso, poiché Banca Etica non ha scelto Satispay per trarre profitto dall’idea di business, ma di valutare qualche possa essere il senso di permanere in una compagine societaria che non ha una preminente finalità sociale. Rimane la bontà e grande utilità dello strumento, che promuove la trasparenza nei pagamenti e combatte l’evasione fiscale, ma Satispay non ha più bisogno di Banca Etica per svilupparsi in tale dimensione. Anche per questo il nostro CdA ha deliberato (si veda la comunicazione sull’operato di ottobre-novembre del CdA) di rientrare nell’investimento iniziale, recuperando i 3 milioni di EUR inizialmente versati, ma visto l’accresciuto valore delle azioni questo consente a Banca Etica di mantenere una partecipazione pari all’1% circa del valore della società. Possiamo quindi rimanere come osservatori nel CdA di Satispay e stimolare il loro CEO a non abbandonare gli impegni che aveva assunto con Banca Etica, come quello di dotarsi di un proprio Codice e Comitato Etico. L’appartenenza a Satispay favorisce la crescita culturale di Banca Etica sui temi del pagamento digitale, del fintech, dell’usabilità dei servizi finanziari, ma il nostro CdA ha condizionato in futuro questo investimento a passi avanti sul fronte dell’impegno etico-sociale, che il nostro Comitato Etico contribuirà a monitorare.

Infine, riteniamo positivo che almeno 4 membri del Comitato Etico abbiano potuto incontrarsi fisicamente a settembre, in videoconferenza con gli altri 3 membri, per formulare un piano d’azione per il 2021 e successivi sui temi che riteniamo prioritari:

1) approfondimento sulle attività di Banca Etica circa legalità e lotta alla criminalità organizzata, a partire dall’ottimo impegno della Banca per la gestione dei beni confiscati e la prevenzione dell’usura;

2) promozione e valorizzazione delle esperienze di inclusione finanziaria, educazione finanziaria, sostegno nella gestione del risparmio e facilitazione dell’accesso al credito per le persone più vulnerabili, anche nell’ambito delle misure di sostegno al reddito;

3) sostegno e consulenza per i beni comuni e per l’acquisto collettivo di beni pubblici dismessi dallo Stato e valorizzazione della ‘redditività civica’ delle esperienze sociali; vorremmo avviare un dialogo ampio sul tema e abbiamo iniziato a seguire con la Fondazione Finanza Etica i lavori della “Rete permanente per i beni comuni, la conversione ecologica e le generazioni future”, provando a tenere alta l’attenzione sulla necessità di modelli di sostenibilità conciliabili con l’accessibilità e il mutualismo che devono sempre caratterizzare i beni comuni;

4) disarmo della finanza e sostegno alla campagna contro le banche armate;

5) leva finanziaria all’economia circolare per favorire in modo più radicale la transizione ecologica;

6) governance cooperativa e leadership femminile nel gruppo Banca Etica;

7) comunicazione nella finanza etica e contrasto all’appropriazione dei nostri concetti da parte di istituzioni e corporations, come nel caso della cosiddetta “finanza sostenibile” che annacqua la concezione di finanza etica.

Su ciascuno di questi temi proporremo al CdA o ai soci dei percorsi di approfondimento che speriamo rafforzino la capacità di trasformazione di Banca Etica sulla società, l’economia e la politica. Niente di meno ci può bastare.

Buone feste a tutte/i voi e arrivederci più riposati a gennaio, per un nuovo anno di lavoro collettivo.

Il Comitato Etico di BPE