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04 Maggio 2018

Mozioni assembleari: uno strumento della democrazia cooperativa

La partecipazione in Assemblea

Mozioni assembleari: uno strumento della democrazia cooperativa

L'evoluzione europea di Banca Popolare Etica, ormai presente con sedi e strutture sociali in Italia e in Spagna, insieme ai più recenti indirizzi normativi integrati nelle nuove regole statutarie della Banca, costringono gli organi di governo e tutta la base sociale a una rivisitazione culturale e operativa nella conduzione delle assemblee annuali. Il tema ha implicazioni profonde che intaccano le forme della partecipazione, così come l’abbiamo conosciuta e praticata finora.

La strutturazione dell’Assemblea in due sedi fisiche distinte, e con la possibilità di partecipazione a distanza online, di per sé è uno sviluppo positivo nella misura in cui :
1. dilata l’espletamento del voto capitario, cioé l'effettiva attuazione del principio di uguaglianza “una persona socia un voto”, ben oltre il meccanismo della delega;
2. estende le pari opportunità di partecipazione per tutte e tutti, nelle diverse forme a distanza previste, con nuove attribuzioni di valore del momento assembleare, già dalle fasi precedenti l’assemblea vera e propria;
3. abbatte gli ostacoli alla partecipazione di una base sociale sempre più diffusa sul territorio, sparsa, e non sempre in grado di assicurare la presenza per motivi reali di costi, tempi logistici, possibilità personali. Insomma, accorcia le distanze;

IL VOTO A DISTANZA
Tuttavia, il voto a distanza impatta sulla dinamica delle mozioni. La mozione è una delle principali forme in cui si manifesta la prerogativa di partecipazione attiva alla vita della cooperativa. Non sorprende che il tema sia percepito come uno dei fronti di maggiore sensibilità, dalle persone socie. La comparsa di forme disintermediate di partecipazione all’evento più importante della democrazia cooperativa entra con prepotenza a sparigliare le carte della organizzazione assembleare. Impone l’esigenza di soluzioni nuove nel caso delle mozioni da presentare in assemblea.Diverse sono le questioni da prendere in considerazione. Per esempio, una mozione presentata in assemblea ha il diritto di invalidare un voto a distanza esercitato nei giorni precedenti da altre persone socie? E ancora: chi partecipa all'assemblea seguendo la diretta online ha diritto di intervenire?

UNA GOVERNANCE PARTECIPATA
Come Consiglio di Amministrazione abbiamo optato per una strategia volta ad affrontare le questioni progressivamente, in un’ottica di irrobustimento continuo del nostro esercizio di governance partecipata. In primo luogo, puntiamo a dotarci della gamma più ampia di strumenti per dilatare al massimo le occasioni di partecipazione e le forme della presenza: votando nei giorni precedenti a distanza, seguendo l'assemblea in streaming, partecipando di persona, con la possibilità così di presentare le mozioni.

Contestualmente, ci teniamo a modulare la consistenza dei vari livelli di partecipazione. Che vuol dire? Vuol dire che chi partecipa all’Assemblea in presenza ha diritto di intervento e chi partecipa a distanza non ce l'ha. Chi vota nei giorni precedenti ha la possibilità di farlo sapendo che il voto verrà correttamente conteggiato, ma che in caso di mozioni che possano invalidarlo, spetta al Presidente dell'Assemblea valutare con senso di responsabilità il contenuto, la correttezza formale, le diverse implicazioni delle mozioni presentate.

Siamo convinti che in passato le mozioni abbiano sofferto di non poche criticità. Crediamo anche che ci sia ancora strada da fare per rafforzare le modalità con cui le persone socie concorrono, attraverso la presentazione delle mozioni, alla qualità democratica della assemblea.

IL FUTURO CHE CI ASPETTA
La creazione di questo spazio virtuale è stato un primo decisivo passo, prima delle modifiche di regolamento, che ha positivamente forzato la pubblicazione con largo anticipo dei principali documenti in discussione, e l’avvio di nuove forme di dialogo sociale - il ricorso alla piattaforma, peraltro, riserva potenzialità ancora largamente inespresse. Abbiamo poi formulato l’idea di regolamentare il dialogo pre-assembleare, cioè questa dinamica circolare aperta a tutte le persone socie, di interazione con il Cda e altri organi della Banca. La scelta politica del Cda mira a valorizzare questo luogo come nuova opportunità di condivisione delle idee, di concepimento collettivo delle proposte, e in ultima analisi di convergenza sulle mozioni da presentare prima delle votazioni online. Si può fare molto per istruire solidamente le mozioni, potenziare questi strumenti della partecipazione democratica, e irrobustirne il consenso prima dell’evento assembleare.

Vale la pena richiamare qui la proposta di modifica del Regolamento, all'Art. 10 comma 5, forse passato un po’ in sordina. Si attribuisce al Presidente dell'Assemblea l’onere di valutare e accettare/respingere le mozioni, anche in funzione del dibattito pre-assembleare che ne ha accompagnato la formulazione. Non esistono automatismi, ovviamente, perché ogni mozione va valutata attentamente nel merito, anche secondo criteri di attuabilità. Main presenza di un adeguato e vivo dialogo sociale prima della Assemblea, una certa mozione risulterà più forte, e il Presidente dell'Assemblea avrà il compito di gestirla al meglio. Così del resto stabilisce il Codice Civile.

 

Nicoletta Dentico, Marco Bianchi e Ugo Biggeri per il Consiglio d'Amministrazione