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09 Ottobre 2020

L’ambiente viene prima di tutto

Quello appena trascorso è stato il settembre più caldo di sempre

L’ambiente viene prima di tutto

Nell’esatto istante in cui questo articolo viene pubblicato mancheranno 7 anni, 2 mesi e 22 giorni al momento in cui il riscaldamento climatico globale diventerà irreversibile e i nostri sforzi per cambiarlo inutili. Il calcolo aggiornato è qui, lo produce il Mercator Institute di Berlino contando quanta CO2 può essere rilasciata nell'atmosfera per limitare il riscaldamento globale a un massimo di 1.5 °, il tetto stabilito dagli accordi di Parigi.

Irreversibile significa che poi non c’è più niente da fare.

Se hai 18 anni nel 2020 quella scadenza suona come l’allarme di un’ambulanza, perchè non è che farà solo un po’ più caldo, sia chiaro.

Gli scienziati prevedono tra le conseguenze certe l’aumento delle migrazioni forzate, della fame e la pericolosità che le disuguaglianze nell’accesso alle risorse sfocino in movimenti e governi xenofobi, nazionalisti e autoritari. Aumenteranno, sono già aumentate nei paesi tropicali, le malattie da disidratazione, emergeranno nuovi virus fino ad oggi congelati. Molte falde acquifere si salinizzeranno limitando l’accesso all’acqua potabile.

Se quindi Greta Thunberg porta all'attenzione della classe dirigente l’esigenza di smetterla di arrostirsi da soli è piuttosto logico che i ragazzi e le ragazze di tutto il mondo scelgano di manifestare al suo fianco, perchè il futuro sarebbe negato principalmente a loro.

Il cambiamento necessario non può però solo dipendere dalle azioni dei singoli, importantissime per cambiare la narrazione in un mondo troppo spesso inchiodato alla superficialità. I cittadini ancora oggi si accorgono della forza dell'appello solo di fronte alle conseguenze estreme, solo quando l’ambiente si rivela per quello che è, indispensabile ben più dell’economia. 

Lo shock deve coinvolgere il sistema nel suo complesso, per questo lo chiamano sciopero globale, perchè i documenti dell’IPCC evidenziano che la maggior parte delle emissioni globali di gas serra derivano solo da un numero esiguo di aziende.

Il film che racconta la genesi e lo sviluppo del movimento italiano che ha seguito Greta si chiama “Ragazzi Irresponsabili”, lo ha girato Ezio Maisto e Banca Etica ha partecipato al suo finanziamento, dopo che aveva già raccolto tanto su Produzioni dal Basso.

"Ragazzi irresponsabili" è stato presentato alla 23esima edizione di Cinemambiente Torino il 1 ottobre e Diego Finelli, il responsabile della filiale di Torino ha portato il punto di vista di Banca Etica: “Ho parlato loro del senso di fare banca per l’ambiente e non con l’ambiente - ha detto . sottolineando che al di là del sostegno economico che abbiamo dato, il nostro appoggio alla realizzazione del film va nella direzione opposta rispetto a quella dei grandi gruppi bancari, che continuano a finanziare l'industria dei combustibili fossili.

Il senso dell'esistenza stessa di Banca Etica, nasce dalla consapevolezza, che da sempre ci muove, che il denaro e l'uso che ne facciamo (che ci piaccia o no), ci rappresenta e quindi in quest'ottica decidere come usare il proprio denaro e quale banca scegliere è un gesto che ha sempre più un preciso valore politico.” 

Altri soci del Git di Torino Aosta hanno accompagnato Diego al festival dando corpo all’unicità di Banca Etica, che era e rimane l’unica banca italiana ad avere dei volontari che ne preparano, ne animano e ne certificano l’impatto sulle persone e l’ambiente.

Qui c’è il trailer, ma presto lo potrete vedere in giro per l’Italia, o portarcelo voi stessi organizzando una serata di presentazione