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26 Marzo 2018

Capitalizzazione 2017

Un'analisi di Maurizio Bianchetti, consigliere d'amministrazione. Capitalizzazione 2017

All’inizio del 2017 la banca ha definito, tra gli altri obiettivi, quello di incrementare il Capitale sociale, con una previsione di crescita , da gennaio a dicembre 2017, di  7,5 milioni di euro.

Durante l’anno appena trascorso la campagna di capitalizzazione si è sviluppata in due distinte fasi:

- nella prima fase, da gennaio a marzo, si è portata a chiusura la speciale Offerta pubblica di azioni ordinarie comprensiva di Bonus share (ogni 20 azioni acquistate ne veniva aggiunta una a titolo gratuito), che si era aperta nell’agosto 2016; il capitale raccolto, nei primi tre mesi dell’anno, è stato di 3,71 milioni di euro;

- la seconda  fase, da aprile a dicembre,  ha visto l’avvio di una nuova Offerta al pubblico di azioni e conseguente pubblicazione di un nuovo prospetto informativo (senza bonus share); nei restanti nove mesi dell’anno il capitale sottoscritto è stato di 2,25 milioni.

Complessivamente il capitale sociale sottoscritto nel 2017 è stato soddisfacente,  con circa 6 milioni di euro raccolti. Però non si è raggiunto l’obbiettivo particolarmente sfidante  di un incremento di 7,5 milioni, a causa di un andamento sotto budget della seconda fase della campagna, le cui motivazioni sono da ricercare:

- nel l’impatto della crisi di molti istituiti bancari sulla propensione al rischio dei consumatori, soprattutto le perdite nette di denaro subite dai possessori di queste azioni,  hanno determinato una sfiducia  generalizzata  verso i  titoli azionari bancari. L’offerta di una Bonus share è riuscita in parte a compensare questa tendenza, che però ha ripreso vigore in assenza del bonus

- nelle vendite di nostro capitale avvenute in corso d’anno, superiori a 1,5 milioni e con un incremento più che proporzionale rispetto agli anni precedenti, dove un ruolo importante lo hanno avuto le vendite da parte di Enti Locali.  (A questo proposito ricordo che, grazie anche all’attività istituzionale svolta dalla banca, nella Legge di bilancio 2018 è stato modificato l’obbligo per gli Enti locali di dismettere tutte le partecipazioni “non strettamente necessarie”. Ora le Amministrazioni pubbliche possono acquisire e mantenere partecipazioni  in società bancarie di finanza etica e sostenibile così definite dall’articolo 111-bis del TUB. Perciò non solo nel 2018 non dovremmo più vedere vendite massicce di azioni da parte degli Enti locali ma possiamo attenderci, dopo molti anni, anche il  ritorno degli acquisti).  
Si è registrata inoltre una quota di vendite, fatte poco tempo dopo l’acquisto, per portare ad incasso immediato i benefici della Bonus  share, non particolarmente rilevanti nel loro ammontare totale (pari a circa il 15% del totale venduto), ma che hanno dato il loro contributo all'esito finale.

- nel  previsto “rallentamento”  inerziale, a ridosso della conclusione della forte spinta effettuata con la campagna legata all’offerta con Bonus share.

- nella riduzione inevitabile della nostra “forza commerciale” (settembre-dicembre) per effetto della distrazione di energie della rete,  assorbite nel processo di preparazione e di realizzazione della migrazione del sistema informativo.

Questa difficoltà è in parte continuata anche all’inizio del 2018 ma dovrebbe essere ampiamente compensata, nella prosecuzione dell’anno, dall’opportunità offertaci dal nuovo sistema informatico di vendere online le nostre azioni.

Un parziale e temporaneo rallentamento  (all’interno di un soddisfacente andamento su base annua) dell’acquisizione di nuovo Capitale sociale non compromette la solidità strutturale della banca che invece è ben rappresentata nel 2017 dalla rilevante crescita del Patrimonio,  dalla stabilità del CET1 ratio e dal Total Capital ratio.

Il Patrimonio netto è cresciuto di 9,3 milioni rispetto al 2016 (mentre tra il 2015 e il 2016 la sua crescita era stata di 5,5 milioni) e ha raggiunto la cifra di 94,7 milioni, composto da 65,3 milioni di capitale sociale + 18,7 milioni di riserve + 5,4 milioni da riserve da valutazione titoli + 3 milioni da sovrapprezzi di emissione + 2,3 milioni da utile di esercizio (4,3 milioni l’utile di esercizio nel 2016). Merita di essere sottolineato il positivo e importante contributo dato dall’Utile di esercizio all’incremento del Patrimonio, in particolare in questi due ultimi anni, perché è a tutti evidente che un conto economico che si chiude in segno positivo è un ulteriore e valido strumento di capitalizzazione.

Il coefficiente CET 1 (Common Equity Tier 1) è il coefficiente principale per valutare la solidità di una banca ed  esprime il rapporto tra patrimonio di base/Tier1 - cioè l’insieme delle componenti patrimoniali più pregiate: capitale sociale, sovrapprezzo di emissione, riserve di utili e di capitale, riserve da valutazione - con le attività ponderate per il rischio e ci dice con quali risorse la banca riesce a garantire i prestiti concessi ai clienti e i rischi da essi rappresentati.  Il  coefficiente di Fondi propri (detto anche Total Capital ratio), è invece dato dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza – patrimonio di base Tier 1 sommato a quello supplementare Tier2 e sommati/detratti altri elementi – e  crediti che la banca ha concesso ai clienti, ponderati per il loro rischio. Da fine 2016 a settembre 2017 (non sono ancora disponibili i dati di fine anno)  il CET1 è rimasto stabile al 12,3%, mentre il  Total Capital ratio è leggermente diminuito passando da 13,8% a 13,5% . Entrambi,comunque,  ben al di sopra della soglia minima richiesta. Gli alti livelli di questi due indici e la loro  sostanziale stabilità, pur in presenza di una corposa crescita (oltre il 13%) dei crediti erogati, danno il polso dello stato di salute della Banca. E’ noto infatti che l’incremento degli impieghi ha un effetto penalizzante su questi indici: quando il credito cresce più rapidamente del Patrimonio essi peggiorano, questo può apparire paradossale ma è proprio la funzione dell’indice quella di evidenziare che la “mission” di Banca Etica, quella cioè di erogare credito all’economia solidale e sostenibile,  si raggiunge  nell’opportuno equilibrio tra Patrimonio, Attivo e Ponderazione del rischio.

Maurizio Bianchetti
Consigliere di Amministrazione