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05 Maggio 2017

Banca Etica e il finanziamento all'export delle armi

Le persone socie di Banca Etica monitorano nel tempo le questioni che potenzialmente qualificano la diversità della banca.

Banca Etica e il finanziamento all'export delle armi

La sollecitazione di Claudio Broccanelli sul Forum dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che le persone socie di Banca Popolare Etica stanno sul pezzo, monitorano nel tempo le questioni che potenzialmente qualificano la diversità della banca, esprimono legittime attese.

Così facendo sollecitano il governo del Gruppo Banca Etica in maniera non finta, e di ciò gliene siamo grati. Il problema che lei porta alla nostra attenzione è storico e reale, inutile nasconderselo. Del resto il capitolo sul commercio delle armi è uno degli aspetti che monitoriamo con più attenzione in margine alle attività finanziarie delle nostre banche socie, attraverso l’Osservatorio Banche e Assicurazioni di cui ci siamo dotati a partire dal 2012. Non il solo. Ma senza dubbio uno dei principali crinali di criticità con cui siamo chiamati a fare i conti, soprattutto nel momento in cui il commercio delle armi italiane è in costante aumento.

Le considerazioni svolte nella sua mail sono state oggetto di un’ intensa giornata di approfondimento a Roma il 18 aprile 2015, a dimostrazione del fatto che Banca Etica non ignora affatto “il nodo”, certo più intricato da quando la natura stessa delle tre banche socie da lei citate è oggettivamente mutata.

Sarebbe tuttavia irrealistico ritenere che le soluzioni a questa complessità siano rettilinee, e di facile portata.
Si possono mandare segnali avviando iniziative – ad esempio, sulla scorta delle deliberazioni di quell’incontro, Banca Etica ha puntato all’acquisto delle quote del nuovo gruppo Banco BPM in Etica Sgr, così da diventarne azionista di maggioranza nel 2016. Banca Etica tuttavia persevera nell’intento di “portare un po’ gli altri nella nostra direzione”.

L’azione di pressione fa parte di un percorso di dialogo su cui la banca può e deve sperimentare modalità più efficaci forse, ma si tratta di un’interlocuzione non banale e di lungo spettro.

Scelte avventate nella relazione con le banche socie sono tecnicamente impossibili, e cariche di implicazioni per lo stesso operato di Banca Etica come mediatrice creditizia, se pensiamo al tema del capitale sociale. Sulle risultanze del nostro azionariato critico, avviato di recente dalla Fondazione Finanza Etica, saremo in grado di comunicare qualche elemento di aggiornamento non appena avremo impegni e decisioni significative da segnalare e condividere. Anche in questo caso, non si producono cambiamenti repentini.

Infine, cogliamo con favore il suo sollecito a dare una comunicazione più esauriente ed accurata sulla lista delle banche socie del Gruppo Banca Etica, per le quali stiamo redigendo criteri aggiornati di valutazione etica, da usare come strumento appropriato nella nostra interazione con loro. Aggiungo solo, per tornare al tema delle armi, che Banca Etica è citata nella “Hall of Fame”, ovverosia nell’elenco delle banche che hanno in essere delle policy che vietano ogni rapporto con l’industria delle armi nucleari e che possono dimostrare in pratica di escludere ogni rapporto finanziario con tale settore. Si può trovare qui l’elenco del 2015
E qui quello del 2014.

Banca Etica è anche l’unica banca italiana e una delle poche nel mondo che compare anche nella “Hall of fame” del rapporto sulle munizioni cluster, come si può leggere sul link.