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04 Maggio 2017

Un orizzonte internazionale

Banca Etica è una banca europea. Questo ha delle conseguenze che dobbiamo saper gestire, insieme

Un orizzonte internazionale

Tra i tanti elementi del bilancio integrato 2016 può essere interessante ragionare attorno ai collegamenti internazionali del gruppo Banca Etica. Al di la di quanto riportato nel bilancio integrato (pag 138) ci sono alcuni spunti strategici interessanti sui quali si potrebbe dibattere:

1)  Il modello partecipativo e di finanza etica che pratichiamo è di fatto unico a livello mondiale: un motivo di orgoglio che è anche un fatto critico. Rischiamo di non produrre imitazione proprio in uno degli aspetti su cui lavoriamo di più. Dunque le reti internazionali ci servono anche per poter diffondere le nostre idee e pratiche. Per questo ci impegneremo ancora di più in GABV e FEBEA nel corso del 2017

2)  Banca Etica è una banca “Europea” in quanto siamo operanti su due paesi. Questo implica la necessità di far crescere continuamente la nostra capacità di visione internazionale, di organizzare al meglio i percorsi partecipativi, di interloquire di più con Bruxelles.

3)  Ci sono diverse realtà nascenti in Europa che ci guardano con interesse: è un fatto positivo e crediamo sia utile che la banca le sostenga o attui collaborazioni, ma senza prevedere per ora percorsi come quello avuto con la fondazione Fiare in Spagna.

4)  Gli scenari normativi critici che abbiamo in Italia sulle banche cooperative si verificano in tutto il mondo (con regole che sempre più sono adatte solo per un tipo di “grande” banca). Per poterli affrontare al meglio i riconoscimenti e le reti internazionali sono fondamentali. La legge sulla finanza etica in Italia è un punto di inizio importante che “scuote” positivamente il mondo della finanza sostenibile a livello mondiale.

5)  Infine dopo alcuni anni di lavoro stanno crescendo i volumi e le partnership sul microcredito a livello internazionale: anche questa è una scelta strategica per rispondere alla vocazione internazionale non solo con i tanti finanziamenti delle ONG di cooperazione, ma anche attraverso gli strumenti finanziari tipici della finanza etica.