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07 Aprile 2019

Partecipazione, credito, cooperazione: come va la capitalizzazione?

Analisi dell’andamento del capitale sociale a vent’anni dall’avvio del progetto di Banca Etica

Partecipazione, credito, cooperazione: come va la capitalizzazione?

a cura di Alessandro Messina
Direttore Generale Banca Etica

 

Cara socia e caro socio,

il 2019 è un anno importante per Banca Etica: abbiamo appena compiuto 20 anni!
Anche grazie a te.

Le 42 mila persone socie sono, infatti, il motore di questa Banca, che dal 1999 è cresciuta tanto, affrontando complesse sfide e facendo parte del cambiamento per una società più giusta e equa. Ci siamo riusciti perché le nostre gambe sono solide, grazie ad una cultura di responsabilità sociale e di sobrietà e ad un modello vincente di servizio. Ma soprattutto grazie a quel seme iniziale rappresentato dal capitale sociale che tu, e tante altre persone come te, avete portato alla banca. L’investimento in Banca Etica non è solo un investimento ma anche la scelta di uno specifico modello finanziario, vuol dire votare con il salvadanaio, usare il proprio denaro in modo “politico”, teso cioè al bene comune. Chi diventa socio di Banca Etica innanzitutto aderisce ad un’idea, ad un progetto di cambiamento sociale.

Il capitale sociale, poi, è importante almeno per altri due motivi, che stanno nelle ragioni fondanti la nostra banca:

- la partecipazione: ogni nuova persona che entra nella compagine sociale è un aumento della ricchezza di valori, di passione, di connessioni con il tessuto sociale in cui vogliamo operare;
- il credito: ogni euro di capitale sociale, nel nostro modello di operatività, si traducono in 15 di nuovi impieghi al terzo settore, alle imprese responsabili, alle persone.

Non è dunque rituale domandarsi come va, dopo quattro lustri, la capitalizzazione. Da essa dipende la nostra forza, la vitalità del progetto di finanza etica, il dinamismo delle nostre connessioni civiche e sociali.

La risposta è confortante: la crescita del capitale sociale di Banca Etica va molto bene, non c’è dubbio. Ecco nel grafico seguente un confronto tra l’andamento della nostra capitalizzazione e quella del sistema bancario. Salta agli occhi una capacità di raccolta del capitale sociale assai superiore a quella espressa dal resto dal sistema bancario.

Fonte: elaborazioni Banca Etica su dati proprietari e Banca d'Italia.

In particolare, come si osserva chiaramente dalla diversa pendenza delle linee dopo il 2014, Banca Etica ha mantenuto - e addirittura accresciuto - una capacità di attrazione di nuovi soci, o di capitale aggiuntivo dalle persone già socie, anche in un periodo storico decisamente poco propizio. Sono stati mesi e anni in cui, in Italia, le banche hanno cominciato a fallire, i risparmiatori hanno imparato a conoscere il cosiddetto “bail in”, molte persone hanno perso ingenti cifre per aver - improvvidamente - confidato nella “infallibilità” del bancario o del banchiere locale o proprio perché da essi direttamente truffate. Si è trattato spesso (ma non sempre) di banche popolari, dunque in forma cooperativa. Ne è derivata crisi reputazionale per l’intero settore e certo non si è generato un clima favorevole alla promozione e richiesta di nuovo capitale sociale per una banca cooperativa. Eppure, molti cittadini italiani e spagnoli hanno capito la diversità di Banca Etica.

Con riferimento all’ultimo quinquennio, la figura qui sotto mostra l’incremento netto del capitale per ciascun anno. Il 2017 è stato l’anno con il maggior incremento, perchè era attiva la bonus share, ossia l’incentivo alla sottoscrizione azioni per cui ogni 20 acquistate la banca ne conferiva una in omaggio.

Fonte: dati in €. Elaborazioni Banca Etica su dati proprietari.

In generale, la tendenza è sempre estremamente positiva e tende a delineare una crescita importante, come si evince ancora meglio dal seguente istogramma, nel quale l'incremento netto annuale del capitale sociale riferito agli ultimi 12 anni e rapportato con i valori assoluti e la media di periodo.

Fonte: dati in €. Elaborazioni Banca Etica su dati proprietari.

Dietro i milioni di euro, lo sappiamo bene, ci sono sempre le persone, con la loro storia e il loro progetto di vita o di cambiamento del mondo verso ideali di giustizia e pace. Parliamo di migliaia e migliaia di persone: così anche nel 2018, circa 1.000 nuove persone socie si sono aggiunte al nostro progetto, quasi 5 per ogni giorno lavorativo.

Al 31 dicembre 2018 erano più di 42.500 i soci, tra persone e organizzazioni. Questo l’andamento complessivo nei cinque anni:

Fonte: elaborazioni Banca Etica su dati proprietari.

Il numero totale dei soci, come si osserva, è in costante aumento.

Dunque, non solo in termini di “euro raccolti”, ma anche in termini di “teste”, di individui coinvolti, si conferma l’attrattività del progetto di Banca Etica, in grado di generare con costanza nuove e aggiuntive sottoscrizioni, tali da (più che) compensare le fisiologiche dinamiche di vendite e recessi di una base sociale sempre più ampia.

Le vendite avvengono quando, per diverse diverse ragioni, alcuni soci non desiderano più essere proprietari delle azioni di Banca Etica. Per dare l’opportunità a tali soci di liquidare questi loro titoli, è stato costituito presso la Banca un Fondo Riacquisto Azioni Proprie, nei limiti autorizzati dall’Autorità di Vigilanza. Le azioni “vendute”, dunque, non diminuiscono il capitale sociale della società ma sono temporaneamente vendute alla Banca e successivamente riallocate, cioè vendute ad altre persone oppure organizzazioni che desiderano diventare socie per la prima volta o che vogliono aumentare la propria quota azionaria.

I due grafici seguenti mostrano tale fenomeno.


Fonte: elaborazioni Banca Etica su dati proprietari.

Per rappresentare in un modo differente lo stesso fenomeno, la figura qui sotto evidenzia una “torta”, dove la fetta piccola evidenzia la percentuale delle azioni vendute nell’ultimo anno, pari al 2% del totale.

Fonte: elaborazioni Banca Etica su dati proprietari

Queste quantità sono state tutte riallocate nel corso dell’anno. Per dirlo con altre parole, il valore del capitale sociale espresso da tali titoli non è andato “perduto” ma è “passato di mano” da un socio “venditore” ad un altro socio “acquirente”, attraverso il fondo riacquisto azioni proprie della Banca. In termini di capacità di sollecitazione del capitale sociale questi importi “riallocati” vanno ad aggiungersi al “nuovo” capitale sociale raccolto.

Un altro dato rilevante è quello relativo ai recessi ossia la “rinuncia” all’azione ed al suo conseguente “annullamento” con relativo decremento del capitale sociale. Ciò è previsto dal quadro normativo e dallo Statuto solo in alcune circostanze:

- i casi di successione nei quali gli eredi non desiderano tali quote azionarie e, dunque, le azioni del de cuius vengono annullate;
- l’esclusione della persona socia o per cui abbiamo depositi titoli “dormienti” e per i quali, nei termini di legge, la Banca deve trasferire il controvalore degli strumenti finanziari detenuti al Fondo pubblico di cui all’art. 1, comma 345, legge 23 dicembre 2005, n.266.

Con un focus sul 2018, si evince che la percentuale di questo capitale sul totale delle azioni della banca è pari allo 0,1%.

Fonte: elaborazioni Banca Etica su dati proprietari.

Insomma, Banca Etica continua ad attrarre nuovi soci e si dimostra in grado di gestire in modo ordinato ed efficiente la fisiologica necessità di “ricambio” delle stesse persone socie, con un meccanismo - il Fondo riacquisto azioni proprie - che ben si presta alla duplice funzione di sostituire un “mercato secondario” dei titoli (non essendo la banca quotata) e di favorire una piena facoltà del fondamentale diritto di associazione, in entrata e in uscita.

La intatta capacità di attrazione di nuovi soci, associata alla soddisfacente redditività dell’attività ordinaria, che genera utili a loro volta reinvestiti nel patrimonio della banca, consente di poter affermare che l’investimento in Banca Etica è solido, continuativo e durevole.

Grazie a tutti coloro che lo rendono possibile e alle persone che presto si aggiungeranno!

Alessandro Messina
Direttore Generale Banca Etica